Casa L

Casa L
La casa L è una residenza più piccola sia come metratura che dal punto di vista dell’altezza, infatti si dispone interamente su un unico piano. Non per questo risulta spartana, ma anzi, da un punto di vista pratico, penso sia davvero funzionale.
Pensando ad esempio ad una coppia di anziani risulta comoda e funzionale: consente un
comodo movimento al suo interno non presentando scale o dislivelli, possiede numerose stanze ed un comodo giardino privato su cui si affaccia l’intera casa.
La sua froma planimetrica permette la creazione di giardini privati, dei patii intimi su cui siaffaccia l’intera abitazione.
Come visibile anche dalla pianta, la casa risulta essere avvolta da una protezione esterna che la rende sicura e compatta, e poi si apre verso il suo spazio privato.
Nella parte esterna, visibile agli occhi dei passanti l’abitazione avrà un particolare rivestimento che la caratterizzerà.

Le aperture verticali dell’edificio sono anch’esse volte a segnare questa distinzione fra gli spazi: verso l’esterno le finestre saranno strette e lunghe e ad un’altezza considerevole dal terreno,
per cercare di garantire una miglior privacy rispetto ad eventuali passanti; all’interno invece si apriranno grandi finestre sul giardino su cui si affaccia l’intera abitazione.

Si ottiene una gradevolezza nelle viste trasversali e si incrementa la possibilità di integrazione e comunicazione sociale, riducendo il senso di claustrofobia che può sorgere in aree compatte.

I riferimenti
Numerosi sono i riferimenti architettonici relativi a questa tipologia abitativa.
Curioso il fatto che siano principalmente esempi “datati”; dal 1950 al 1960 le proposte di edilizia a patio si moltiplicano e si assiste alle prime realizzazioni nei programmi di edilizia pubblica, spesso avviati in un rapporto di collaborazione fra promotori, architetti ed
abitanti.
Uno dei primi esperimenti fu l’unità di abitazione orizzontale di Adalberto Libera al quartiere Tuscolano di Roma tra il 1952 e il 1956.
Egli adotta la casa a “L” riunendo quattro alloggi per formare un nucleo; i bagni sono insieme alle camere ed il corridoio è attrezzato con armadi.
Il riferimento principale è il quartiere residenziale “Kingo Houses” ad Helsingøre, in Danimarca di Jørn Utzon, risalente al 1956-1958. Qui le abitazioni sono disposte attorno ad un piccolo lago, immerse nel verde, affiancate le une alle altre, ciascuna con un patio-giardino privato.
L’idea di Utzon è quella di una abitazione progettata come elemento modulare, flessibile tanto nella sua struttura interna quanto nella sua combinazione con altri elementi simili. Utzon
realizzò un edificio pilota che, grazie anche ai bassi costi di costruzione, venne poi replicato sessantatre volte, in una libera combinazione a nastro che tiene conto della conformazione
naturale del sito. La sperimentazione di Helsingøre viene ripresa e per certi versi perfezionata, quasi senza soluzione di continuità, nell’intervento di Fredesborg.
L’obiettivo di Utzon era quello di un insediamento che avesse massima riservatezza per ogni alloggio, senza perdere il carattere di comunità integrata che il complesso doveva assumere. L’intento fu raggiunto grazie alla dotazione di un patio per ogni alloggio, sul quale si affacciano tutti i vani principali. Una curiosità riguarda il fatto che Utzon disegnò per quarantasette varianti in pianta delle abitazioni (http://www.romerhusene.dk).
Un altro esempio è il quartiere residenziale Stichstrassen a Nilsrop in Svezia di Sten Samuelson, del 1960. Le abitazioni sono collegate alla strada attraverso percorsi di penetrazione veicolare, che terminano in piccole zone parcheggio.
Fra i riferimenti più moderni cito il recente progetto di MVRDV ad Hagen Island (Ypenburg, Olanda), principalmente riguardo ai materiali che sono stati usati. Realizzato fra il 2000 ed il 2003, all’interno del progetto del masterplan “Waterwijk” risalente al 1994. In un sito adibito in precedenza a campo di aviazione militare è stata pianificata una nuova area di espansione urbana.
L’area residenziale viene concepita come un arcipelago circondato dall’acqua. Sull’isola di Hagen viene realizzato l’intervento di edilizia popolare con case in linea intersecate da
giardini e percorsi pedonali. Qui i materiali di rivestimento e le loro coloriture sono elementi di distinzione: alluminio, pannelli in fibrocemento tinteggiati, lastre ondulate in fibrocemento color
grigio scuro; ne deriva un aspetto archetipico, elementare dell’architettura.
Da un punto di vista edilizio queste abitazioni risultano essere delle unità prefabbricate, i cui costi sono stati ulteriormente ridotti usando un unico tipo di serramenti e materiali costruttivi, e nessun tipo di grondaie. La pioggia semplicemente scivola sulla facciata (vengono infatti chiamate le “crying houses”). I materiali per i rivestimenti (“healthy materials”) sono stati appositamente scelti dopo essere stati testati contro l’umidità dell’acqua, che avrebbe
potuto creare fenomeni di alghe tossiche sulle facciate.

Per le varie similitudini tipologiche cito, inoltre, altri riferimenti importanti:
• Il quartiere residenziale a Bergasa in Finlandia realizzato da Jakko Laapotti nel 1962: questa unità residenziale è inserita nella radura di un bosco e composta da tre serie uguali di alloggi, scaglionati lungo i versanti di un rilievo naturale, orientati in modo da ricevere il miglior
soleggiamento.
• Il quartiere residenziale a Winkelhauser a Trier (Germania) di Klaus Frey del 1955: un denso gruppo di abitazioni unifamiliari, nel patio è da notare la zona schermata da una pergola che serve come soggiorno all’aperto o come possibile ampliamento della zona diurna.
• Più recente il quartiere residenziale Malagueira di Alvaro Siza Vieira, realizzato fra il 1978 ed il 1998.

La distribuzione interna
L’alloggio tipo rappresenta una distribuzione razionale, con i reparti (diurno e notturno) disposti nelle due ali che si affacciano sul patio e con il gruppo dei servizi che prospetta sull’esterno. E’ previsto un parcheggio privato esterno per l’abitazione.
La superficie totale è di 106 m², a cui vanno uniti 60 m² di patio e pergolato.
L’abitazione è pensata per una famiglia di piccole dimensioni, per questo risulta comoda per una coppia.

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